di Gary Hamel
Edizioni: Etas - Gennaio 2008
Collana: Management
Costo: € 23,00
Secondo Gary Hamel, docente di management strategico e internazionale
alla London Business School, il futuro del project management sta
nell’innovazione delle strutture, dei modelli e dei processi e in
un’ottica di decentralizzione, di flessibilità e cooperazione.
Il suo nuovo libro The future of management (Harvard Business School
Press, Cambridge, 2007) evidenzia e, possiamo anche dirlo, critica,
quella sorta di letargo in cui la struttura della classe dirigente
staziona fin da troppo tempo.
«Se un dirigente degli anni Sessanta fosse catapultato dalla macchina
del tempo in un’azienda dei nostri giorni si troverebbe a vagare
spaesato tra nuove tecnologie, prodotti, sistemi, modelli di
comunicazione, fino a quando... qualcuno gli illustrasse gli stili di
management in uso. Gli stessi che conosceva e applicava ai suoi tempi.
Uguali. Immutati».
Innovazioni quali internet, le comunità virtuali, i telefoni cellulari
e i pc hanno cambiato questo mondo completamente e irrevocabilmente, e
per certi versi in questi anni l'umanità non ha mai cessato di
svilluppare nuove tecnologie e forme di comunicazione. Ma cosa possiamo
dire relativamente alle nostre classi dirigenti? Secondo l'autore,
facendoci un attimo mente locale, non si riesce a identificare alcun
cambiamento radicale che si sia generato negli ultimi anni, per non
dire nelle ultime decadi.
Attraverso una serie di interessanti casi studio - che comprendono ad
esempio le recenti “strategie di rinnovamento” di IBM e Google - Hamel
evidenzia come siano flessibilità, intuitività, e riformulazione di
ruoli e di risorse, in chiave pratica e meno teorica, gli strumenti più
efficaci a mantenere inalterati gli obiettivi di business, pur
apportando una solida base di innovazione al concetto stesso di
management, creando nuove forme di skill, definendo nuove competenze e,
allo stesso tempo, creando nuovo valore. Considerando alcune delle
grandi aziende del XX secolo, quali General Eletric,
Procter&Gamble, Toyota e Visa, l'autore arriva poi ad un'altra
conclusione: i progressi nella pratica manageriale portano spesso a
mutamenti significativi nella posizione competitiva e conferiscono
vantaggi duraturi alle aziende che li realizzano per prime.
I vecchi paradigmi dello scorso secolo, secondo cui il managment deve
rigidamente essere basato su controllo ed efficienza, vengono
rimodulati sulla base della nuova realtà di mercato all’insegna di un
dinamismo tutto nuovo, fondato su adattabilità e creatività. In questo
contesto, il ricorso di aziende e professionisti a soluzioni
e piattaforme di collaborazione ispirate al concetto di social network
in chiave business risulta il naturale completamento del nuovo
approccio gestionale, soprattutto in ambito work-flow, content e
knowledge management.
In pratica, la tesi di questo libro è che ciò che alimenta il successo
di ogni business nel lungo periodo non è tanto (o soltanto)
l’eccellenza operativa o l’ingente ricorso all’alta tecnologia, quanto
la capacità di reinventare ruoli e strumenti in ambito gestionale.


